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Teana

Teana è un comune italiano di 613 abitanti della provincia di Potenza, in Basilicata, situato all’interno del Parco nazionale del Pollino, che fa parte della Comunità montana Alto Sinni. Sorto tra il X e l’XI secolo, periodo di dominio longobardo, Teana è un paese storicamente agricolo, in passato noto per la coltura del baco da seta. Presto diviene un centro religioso abitato da monaci basiliani.
Se alcune fonti fanno derivare il suo nome da quello della moglie di Pitagora, “Teana” – e non a caso la leggenda vuole che il paese sia stato fondato da appartenenti alla scuola pitagorica – altri attribuiscono la fondazione del borgo ad antichi coloni greci, altri ancora la rimandano al greco “teganos”, per la conformazione rocciosa del sito di Teana.
Acquistata dal conte di Missanello, viene poi rivenduta alla famiglia dei Donnaperna di Senise, con il titolo di “Baronia”.
Una grande peste distrugge Teana nel 1656, successivamente colta anche da un grosso incendio.

Il Patrimonio Culturale

Teana è il paese delle sculture monumentali di Marino di Teana (Teana 1920 – Périgny 2012), riconosciuto dalla critica internazionale come uno dei maggiori scultori di metallo del XX secolo. Le opere di rara bellezza sono allestite in un museo “a cielo aperto”, in diversi punti del borgo. Il percorso scultoreo consiste in cinque istallazioni di diversa ma ugualmente affascinante fattura: davanti il Municipio si possono ammirare: la “Nave nello Spazio” in marmo bianco di Carrara e il “Federico II Hohenstaufen a cavallo”, in bronzo, poi ”Alba”, sistemata all’interno del centro storico, in prossimità della casa natale dell’artista e del Museo della Civiltà Contadina. Nei pressi della Piazza Umberto I troverete ”Omaggio a Lao-Tse”, in acciaio, così come “Omaggio al Mediterraneo” collocata dinanzi la Cappella Santa Maria.  Altri lavori di Marino sono esposti in Francia, Germania, Stati Uniti, Canada, Italia. I principali monumenti che si possono ammirare in paese sono i ruderi del castello longobardo, la chiesa della Madonna del Carmine e le cappelle di San Cristofaro e di Santa Maria delle Grazie. Da visitare è senz’altro anche il Museo della Civiltà Contadina, in cui è conservata un’interessante raccolta di oggetti d’uso quotidiano e strumenti di lavoro, tipici della civiltà agro-pastorale. L’intera collezione di oggetti consta di oltre 250 pezzi, provenienti dal territorio di Teana e da tutto il Senisese.

Il Patrimonio Religioso

La chiesa madre di Teana, dedicata alla Madonna del Carmine è una delle più belle del circondario ma purtroppo devastata dal terremoto del 1857 che ne ha fatto crollare la lamia sovrastante oltre che due livel­li e la cupola del campanile. Imponente nella struttura, presenta due bei portali in pietra bianca, il principale è ad arco e affiancato da due lesene con capitelli, eleganti decori su pietra, invece, impreziosiscono quello più piccolo su cui si notano anche due lesene sormontate da una trabeazione a sua volta sovrastata da un’immagine della Madonna con Bambino.Sul lato svetta il campanile a base quadrata con copertura a cuspide. Delicati stucchi abbelliscono l’interno, la cui volta a botte presenta pregevoli affreschi, ma da ammirare è anche il quadro dell’ Annunziata sulla sinistra dell’altare maggiore in marmi policromi. Nel centro storico si trova anche la chiesa di San Cristoforo.

Sapori

Le eccellenze prodotte nel territorio di Teana si riconoscono per la genuinità e resistere è davvero impossibile. Tra i piatti tipici ci sono i “rasckatiell di miskiglio”, pasta fatta in casa preparata con un mix di farina di grano e di legumi, in particolare fave e ceci, poi condita con pomodori freschi e basilico; ottimi sono anche i “maccaruni cà millica”, un’altra prelibata tipologia di pasta casereccia, questa volta condita con la mollica di pane. A completare il paniere di bontà: vino, salumi, miele e formaggi.

Natura

Tra i monti Caramola e Volturino, attraversata dai torrenti Cannalia e Sammarella e dalla fiumara Serrapotamo, Teana sorge nell’anima più profonda del Parco Nazionale del Pollino, assumendo il tipico aspetto “mesopotanico”, favorito, dalla vicinanza dell’invaso di Monte Cotugno, il più grande invaso tra quelli artificiali europei.
Meta di turisti alla ricerca di paesaggi naturali e incontaminati, l’invaso è la location ideale per lasciarsi andare ad appassionanti escursioni a piedi o in bicicletta. Incantevoli sono i panorami che si stagliano attorno alla Serra San Giovanni o a quella del Moreto, ma in breve tempo si può raggiungere anche la verde località del Vallone.